Oltre lo schermo, 2011
Digital photo
Variable size

In questa immagine c’è una possibilità di resistenza alla dipendenza tecnologica, un piccolo spazio di libertà nel quale la relazione umana torna a essere presenza, voce, ascolto e sguardo. Non sappiamo di cosa parlino, né se le loro parole siano importanti. Eppure, proprio questa incertezza restituisce valore all’incontro: non tutto deve essere registrato, condiviso o trasformato in informazione per avere un significato.
Nella società iperconnessa, dove la comunicazione sembra incessante e la solitudine continua a crescere dietro gli schermi, spegnere un computer può diventare un gesto simbolico. Significa interrompere il flusso, sottrarsi per un momento alla rete e riconquistare il tempo necessario per essere presenti l’uno all’altro.

In questa immagine c’è una possibilità di resistenza alla dipendenza tecnologica, un piccolo spazio di libertà nel quale la relazione umana torna a essere presenza, voce, ascolto e sguardo. Non sappiamo di cosa parlino, né se le loro parole siano importanti. Eppure, proprio questa incertezza restituisce valore all’incontro: non tutto deve essere registrato, condiviso o trasformato in informazione per avere un significato.
Nella società iperconnessa, dove la comunicazione sembra incessante e la solitudine continua a crescere dietro gli schermi, spegnere un computer può diventare un gesto simbolico. Significa interrompere il flusso, sottrarsi per un momento alla rete e riconquistare il tempo necessario per essere presenti l’uno all’altro.
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