Oggetto post-coloniale
(14 × 22 × 6 cm)
Durante i suoi soggiorni a Berlino, l’artista ha indagato situazioni e materiali in grado di testimoniare, anche solo parzialmente, la persistenza del pensiero postcoloniale all’interno della cultura e della società tedesche. L’oggetto esposto, prodotto nel 2005 e commercializzato nei negozi di Kreuzberg, quartiere multietnico abitato prevalentemente da comunità turche, arabe e africane, emerge come traccia concreta di tale ricerca. La sua natura implicitamente xenofoba rivela come il concetto di supremazia razziale continui a operare, seppur in forme normalizzate e quotidiane, all’interno del consumo culturale.
Foto: Fabrizio Contarino
Oggetto post-coloniale
(14 × 22 × 6 cm)
Durante i suoi soggiorni a Berlino, l’artista ha indagato situazioni e materiali in grado di testimoniare, anche solo parzialmente, la persistenza del pensiero postcoloniale all’interno della cultura e della società tedesche. L’oggetto esposto, prodotto nel 2005 e commercializzato nei negozi di Kreuzberg, quartiere multietnico abitato prevalentemente da comunità turche, arabe e africane, emerge come traccia concreta di tale ricerca. La sua natura implicitamente xenofoba rivela come il concetto di supremazia razziale continui a operare, seppur in forme normalizzate e quotidiane, all’interno del consumo culturale.
Foto: Fabrizio Contarino
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