Negro, oggetto postcoloniale, 2026

Fibra metallica e plastica
14 × 22 × 6 cm

Oggetto post-coloniale

(14 × 22 × 6 cm)

Durante i suoi soggiorni a Berlino, l’artista ha indagato situazioni e materiali in grado di testimoniare, anche solo parzialmente, la persistenza del pensiero postcoloniale all’interno della cultura e della società tedesche. L’oggetto esposto, prodotto nel 2005 e commercializzato nei negozi di Kreuzberg, quartiere multietnico abitato prevalentemente da comunità turche, arabe e africane, emerge come traccia concreta di tale ricerca. La sua natura implicitamente xenofoba rivela come il concetto di supremazia razziale continui a operare, seppur in forme normalizzate e quotidiane, all’interno del consumo culturale.

Foto: Fabrizio Contarino

Negro, oggetto postcoloniale, 2026

Fibra metallica e plastica
14 × 22 × 6 cm

Oggetto post-coloniale

(14 × 22 × 6 cm)

Durante i suoi soggiorni a Berlino, l’artista ha indagato situazioni e materiali in grado di testimoniare, anche solo parzialmente, la persistenza del pensiero postcoloniale all’interno della cultura e della società tedesche. L’oggetto esposto, prodotto nel 2005 e commercializzato nei negozi di Kreuzberg, quartiere multietnico abitato prevalentemente da comunità turche, arabe e africane, emerge come traccia concreta di tale ricerca. La sua natura implicitamente xenofoba rivela come il concetto di supremazia razziale continui a operare, seppur in forme normalizzate e quotidiane, all’interno del consumo culturale.

Foto: Fabrizio Contarino